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Si può conoscere il tango da sempre.

Si può non conoscere il tango per non averlo incontrato.

Si può, avendolo incontrato, innamorarsene per la vita.

Annibale Bianchi ama il tango.

 

Bianchi dipinge da sempre lontano da schemi accademici.

Dal 1961, con lacerti di carta - che "strappa” alla banalità del

quotidiano - compone collages che, quali racconti “figurativi”,

vogliono essere diario e messaggio.

Nel 1975, per questa urgenza di comunicazione, aderisce alla

corrente artistica della “Carte postale d’avant - garde” e,

nella stesura di queste cartoline, traduce, in un calibratissimo

linguaggio formale, il suo amore per il tango.

Evaristo Barrios, Furio Biagini, Jorge Luis Borges, Marco Brunamonti,

Tulio Carella, Rémi Hess, Meri Lao, Ernesto Sabato, Georges Sadoul

e Horacio Salas lo hanno aiutato a “raccontare” il suo tango.

 

 

                                                       Enrico Cantelli

 

 

   
         

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